progetto  "Peter Brook a Napoli"





Comune di Napoli - Assessorato alla Cultura                                                   

Fondazione IDIS - Città della Scienza                                                                                  
Regione Campania
Provincia di Napoli

progetto di Roberto Roberto
a cura di Associazione culturale Alf Laila




con il patrocinio di
Ambasciata di Francia in Italia

in collaborazione con
Théâtre des Bouffes Du Nord







martedì 14 maggio ore 15 (luogo da definire)

conferenza stampa di Peter Brook

aperta al pubblico












Le Costume

di Can Themba
regia di Peter Brook


Città della Scienza
Via Coroglio, 104 - Napoli

15>19 maggio 2002
da mercoledì a domenica ore 21,00

sabato anche pomeridiana ore 17,30



a spettacolo iniziato
sarà vietato l¹ingresso in sala e non sarà concesso nessun rimborso o cambio di prenotazione





POSTO UNICO:    16 euro

PREVENDITA:  
  Concerteria 081 - 76.11.221 / 76.42.111
                       con diritto di prevendita 1,60 euro








PER ULTERIORI INFORMAZIONI SCRIVERE A:
Roberto Roberto
brookanapoli@libero.it


Ufficio stampa:
>Sergio Marra Comunicazione&stampa
us.sergiomarra@libero.it









Le Costume

di Can Themba

regia di Peter Brook


adattato da
Mothobi Mutloatse e Barney Simon
adattamento francese di Marie-Hélène Estienne

con:
Karen Aldridge, Isaac Koundé
Hassane Kouyaté, Tony Mpoudja

Costumi: Chloé Obolensky
Luci: Philippe Vialatte


Direttore tecnico:
Philippe Mulon
Direttore scena e luci: Cyril Mulon
Fonico: Sylvain Mazade
Sarta: Mauricette Renda

Coproduzione: C.I.C.T./Théâtre des Bouffes du Nord,
Théâtre Vidy-Lausanne ETE,
RuhrFestspiele Recklinghausen,
Prix Europe pour le Théâtre/Taormina-Sicilia,
Bologna e Modena/Bologna 2000
e con l¹aiuto di ADAMI









       Tra i ricordi penosi ed atroci del tempo de "l¹apartheid", ce n¹è comunque uno che, sebbene breve e folgorante, porta ancora con sè  oggi il suo profumo di speranza e di gioia, il gusto di un certo periodo aureo. Pronunciate il nome "Sophiatown" e subito dei volti si illuminano ed una ricca cascata di immagini scorre davanti ai vostri occhi. A Sophiatown vi era la stessa miseria, la stessa povertà, lo stesso isolamento che nelle altre "townships" create dall¹apartheid, ma in un certo senso, in questa città, tutto questo  non aveva la stessa importanza. Lì il talento fioriva, lì si era felici, ci si poteva esprimere, si suonava del jazz, si organizzavano dei "parties", si faceva della poesia, si discuteva dell¹avvenire del paese...e per un momento si dimenticava l¹atrocità delle condizioni di vita.

Ma un giorno il governo decise di cancellare la troppo attraente Sophiatown dalla cartina geografica, arrivarono dei bulldozers per radere al suolo la città...Migliaia di persone furono "traslocate" verso luoghi più propizi alle operazioni di polizia, più lontani dalla capitale, a venti chilometri da lì, in una nuovissima township, ben custodita, che non aveva ancora un nome e che si sarebbe chiamata "Soweto"...

A Sophiatown, tutto si svolgeva in quelli che si chiamano gli "shabeens" - bar clandestini, primitivi ed illegali - dove si ritrovavano degli scrittori bianchi e neri, dei ladri, dei macrò, delle puttane, dei musicisti, lì si parlava, lì si sognava, ci si distruggeva disperatamente con l¹alcool e la droga. Uno dei più grandi animatori di questi bar, uno scrittore di talento, Can Themba, teneva banco ogni sera, ed è in una di queste serate che raccontò per la prima volta la triste storia di Philémon e di Matilda, L¹Abito. La storia di un ménage à trois: una donna, un marito ed un abito. Una storia che comincia con humour ed ironia e che finisce con fredda e terribile crudeltà. Can Themba morì qualche anno dopo, in esilio, schiacciato dalla disperazione e dall¹alcool.

Commedia, dramma, fantasia, squarcio di vita, tutto questo viene evocato nel L¹Abito, evocazione di Sophiatown, con la sua musica, il suo humour, la sua disperazione.







   Peter Brook